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Cosa faremo

1. Più poteri per un Sindaco dei Cittadini.

2. Venezia capitale della cultura. I giovani come opportunità.

3. La città dell'economia eco-sostenibile e dell'innovazione.

4. La città della persona e delle famiglie: una città plurale e solidale.

5. Costruire la città di domani.

 

1. Più poteri per un Sindaco dei Cittadini.

Un’Amministrazione che lavora per la città, non per mantenere sé stessa. Una città amministrata con competenza attraverso un riassetto dell’intera macchina comunale che garantisca efficienza e velocità, valorizzando le eccellenze e ricucendo quelle smagliature che allontanano i cittadini.

Una buona Amministrazione non deve aspettare che il cittadino si adatti a lei, ma al contrario prepararsi e adeguarsi anche attraverso l’innovazione tecnologica all’interazione con il cittadino.

Ci devono essere tempi rapidi e definiti per ottenere un permesso o una licenza. La snellezza delle pratiche, la virtuosità degli ingranaggi, la determinatezza dei tempi dovranno essere la pietra d’angolo della prossima Amministrazione. L’unico modo per avvicinare i cittadini ai nostri uffici è allontanarli dalle burocrazie.

Non è  tollerabile che all’interno del perimetro comunale ci siano almeno cinque diversi Enti a poter decidere. Il Porto, il Magistrato alle Acque, le Soprintendenze, la Capitaneria, i Ministeri. Perfino sulla Piazza d’acqua della città, il Bacino di San Marco, il Comune non ha competenza. E’ indispensabile promuovere un riordino radicale delle competenze dove il Comune di Venezia possa decidere il presente e il futuro del proprio territorio. E’ arrivato il momento che il Comune di Venezia possa decidere sulle aree dismesse di Porto Marghera, aree che disegneranno il futuro di questa città e che sono parte integrale di essa.

Oggi Porto Marghera è una partita ferma. Soffocata da un’insormontabile cortina di competenze, permessi, discussioni, tavoli, speculazioni politiche e accordi di programma disattesi che hanno lasciato nei fatti ogni potere in capo a Roma. E’ tempo che il Comune attivi da subito un percorso per mettere in mano al Sindaco, e dunque alla città, i poteri commissariali per la gestione delle bonifiche e dell’amministrazione delle aree, eliminando quei lacci che hanno impedito fino ad oggi qualsiasi virtuosa iniziativa.

E’ tempo infine che il Comune di Venezia si riappropri delle aree di pregio del suo territorio, cominciando dall’ex lavanderia della caserma di via Piave a Mestre, l’Idroscalo e l’Arsenale a Venezia. Luoghi che da tempo non sono più a disposizione dei cittadini. In questo senso si dovrà da subito attivare una Conferenza di Servizi a Venezia fra i diversi Ministeri competenti e le Autorità comunali al fine di rimettere nelle mani della città il patrimonio del proprio territorio.


2. Venezia capitale della cultura. I giovani come opportunità.


Nella nostra città cultura e conoscenza rappresentano, da sempre, dimensioni costitutive dello sviluppo sociale ed economico dei suoi abitanti. Occorre coniugare la cultura con l’innovazione favorendo un legame sempre più stretto tra esperienze della creatività, della tecnologia e dell’alta formazione. Bisogna colmare il divario ancora esistente fra le eccellenze in campo distributivo che la città già esprime e la sua difficoltà a sviluppare processi produttivi propri, capaci di misurarsi in maniera competitiva nei settori tradizionali dell’offerta (cinema, teatro, musica, arti) così come in quelli più innovativi (internet, produzioni digitali ecc.).

Le imprese innovative del Nord Est con la loro capacità di combinare in modo originale creatività, capacità di design, abilità nella comunicazione rappresentano il fattore di crescita che l’economia del nostro territorio possiede. Per realizzare tutto ciò il Veneto ha bisogno di una Venezia capitale, capace essa stessa di parlare e praticare i linguaggi dell’innovazione artistica e culturale con le sue istituzioni di eccellenza – la Biennale, le Università, le Fondazioni di prestigio internazionale, i Teatri - e la sua rete di intellettualità diffusa - artisti, associazioni, operatori ecc – testimonianze di un substrato forte e articolato.

La città  e il suo territorio rappresentano l'ambito perfetto per rafforzare e stimolare l'insediamento di imprese per la produzione culturale e dei servizi all’industria audiovisiva, creando le condizioni per l'istituzione di un vero e proprio distretto culturale evoluto tali da attivare economie che consentano di incrementare anche gli abitanti e opportunità alle nuove generazioni per sperimentare la dimensione creativa e produttiva.

Dalla punta della Dogana fino al polo dell’Accademia si sta consolidando una nuova dorsale dell’arte che si aggiunge ai consolidati poli universitari, all’area marciana, alle molteplici attività della Biennale, e con la Fondazione dei Musei civici veneziani, si può costruire un’alleanza per la città delle arti.

Il compimento del il distretto culturale di Mestre, attorno ai poli del Teatro Toniolo, del Centro Culturale Candiani, di Villa Settembrini, dell’ex scuola De Amicis, di Villa Erizzo, sede della grande biblioteca cittadina e del progetto museale nell’ex Distretto di via Poerio sono anche il volano per svolgere un ruolo di rigenerazione economica del centro di Mestre. Forte Marghera, infine, potrà divenire davvero la cerniera tra la città d’acqua e quella di terra, collocando in quel sito attività di originale eccellenza su scala metropolitana.

Si da’ città nella misura in cui si da’ un’opportunità di essere protagonisti alle nuove generazioni che in essa sono nate o che l’hanno eletta come luogo di vita e di lavoro. E’ necessario investire nei processi educativi della città, sviluppando l’attuale patrimonio edilizio con la costruzione di nuove scuole e favorendo le Istituzioni scolastiche che innovano la loro offerta formativa e il lavoro di rete, costruendo patti di sviluppo locale con le Università e favorendo le intese con le realtà economiche e d’impresa.


3. La città dell'economia eco-sostenibile e dell'innovazione.


Le grandi economie del mondo per uscire dalla crisi non hanno smobilitato i settori economici tradizionali e maturi, bensì li hanno innovati in direzione della green economy.

Venezia può e deve promuovere la propria dimensione industriale. Il processo di riconversione in atto deve essere l’occasione per ripensarne i contenuti rispetto alle nuove sfide dell’economia. L’industria sostenibile, la chimica innovativa e avanzata, le nuove fonti energetiche, la ricerca, la logistica integrata costituiscono esempi del futuro possibile di una città che riconosce ancora nella cultura industriale un valore e un’opportunità.

La realizzazione di un nuovo Terminal crocieristico a Porto Marghera oltre a liberare Venezia e il bacino di San Marco dalle grandi navi può garantire lo sviluppo di questo importante settore economico e la riqualificazione urbana di un tratto di waterfront. Lo sviluppo del polo del terziario avanzato e del VE.GA. rappresenta i capisaldi per la realizzazione di programmi di ricerca e innovazione.

Il turismo rappresenta da anni la voce fondamentale dell’economia della città. Un turismo gestito e riqualificato porta beneficio sia ai cittadini che ai visitatori e non mette in discussione la vita stessa di Venezia. Sostenibilità e riqualificazione per attrarre un turismo rispettoso della città. La priorità è l’organizzazione dei flussi, dei servizi e un maggior controllo delle trasformazioni del patrimonio residenziale.

E’ il rilancio dell’artigianato locale, del vetro artistico di Murano, della rete commerciale a servizio della residenza e il tessuto della piccola e media impresa che possono favorire una crescita economica capace di fondere tradizione e innovazione, creando prodotti competitivi di eccellenza, professionalità ed esperienze che valorizzano il made in Venice.

La cultura dell’innovazione con nuovi incubatori diffusi nel territorio, la cittadella della ricerca formata dal VE.GA. e dal futuro polo universitario di via Torino sono una filiera che può espandersi in tutta la città storica e insulare.

Leva decisiva di questa cultura è l’accesso gratuito alla Rete, fondamentale nuovo diritto di cittadinanza che fa la differenza tra le aree urbane, accrescendo la competitività della città anche da un punto di vista economico.

 

4. La città della persona e delle famiglie: una città plurale e solidale.


Centralità  delle politiche di welfare: soddisfare i bisogni senza compromettere il futuro


Per il futuro è necessario mantenere un livello di intervento di welfare diffuso senza rinunciare alla qualità delle prestazioni. Nella progressiva riduzione delle risorse a disposizione si deve continuare la co-progettazione con le organizzazioni del terzo settore e del volontariato. Il futuro del welfare veneziano dovrà porsi l’obiettivo primario di garantire pieni diritti di cittadinanza nel modo più diffuso possibile in un quadro di sostenibilità complessiva; diritti che sono di tutti, compresi i “nuovi veneziani”, che sono ormai il 10% della popolazione residente.

La città della persona e delle famiglie: una città plurale, solidale, sostenibile


La famiglia rimane al centro delle politiche sociali. E’ necessario connettere e ricomporre ancora più efficacemente i servizi esistenti al fine di rispondere ai diversi bisogni dentro una logica di pari opportunità. E’ nella rete delle relazioni, in primis quelle familiari, che la persona in difficoltà può trovare il sostegno necessario.

L’attenzione ai cittadini più vulnerabili

- Gli anziani

Le politiche sociali rivolte gli anziani, devono continuare a porre al centro il mantenimento in situazioni di autonomia gli utenti, la loro permanenza nel domicilio e nell’ambito familiare e sociale di riferimento (attraverso assistenza domiciliare integrata, assegni di cura, buoni servizi, centri diurni, rete sociale e parentale da sostenere). E’ possibile avanzare proposte concrete relative a progetti residenziali che introducano forme di social housing dedicati ad anziani in condizioni di fragilità, nella forma degli alloggi protetti.

- Persone con disabilità

Alle persone con disabilità vanno garantiti, oltre che reale mobilità e accessibilità ai diversi luoghi di vita, anche interventi che, attraverso una pluralità di strumenti e di soggetti coinvolti e ponendo al centro il mantenimento in situazioni di autonomia, favoriscano la loro permanenza nel domicilio e nell’ambito familiare e sociale di riferimento (attraverso assistenza domiciliare integrata, assegni di cura, buoni servizi, centri diurni, rete sociale e parentale da sostenere). Vanno portati a sistema progetti che consentano a queste persone di accedere ad esperienze di lavoro e tempo libero attraverso percorsi nuovi che superino i vecchi modelli.

L’aumento dell’instabilità sociale  e della vulnerabilità

Nel quadro d’instabilità socio-economica internazionale, anche a Venezia circa il 20% dei cittadini è a rischio povertà ed eccessivo indebitamento. Per intercettare questo nuovo fronte, vanno potenziati i progetti già avviati dal Comune di Venezia, seppur in forma sperimentale (microcredito, family card, riduzioni tariffarie, contributi famiglie numerose, ecc.)

Welfare urbano e sicurezza

La sicurezza è emersa in questi ultimi tempi come un bisogno diffuso delle comunità. Se è acquisito che il sentimento di insicurezza si combatte attraverso la prevenzione e la repressione dei reati, è altrettanto consolidata l’idea che i dispositivi di pubblica sicurezza non sono sufficienti. Lavorare sulla tenuta del tessuto sociale appare più che mai necessario poiché attraverso la sperimentazione di nuove forme di convivenza si possono superare diffidenze e ostilità incidendo concretamente proprio sul sentimento di insicurezza.

Il Diritto alla salute

Il Comune ha il dovere di intervenire per tutelare un diritto fondamentale dei cittadini come quello della salute. Lo deve fare prioritariamente riconoscendo al Consiglio Comunale un ruolo centrale nella programmazione delle attività e nel controllo della gestione al fine di consentire al Sindaco di esercitare con il massimo di consenso e di autorevolezza la funzione politica  di Autorità Sanitaria attribuitagli dalla legge, operando all’interno della Conferenza dei Sindaci così da garantire a tutti prestazioni socio-sanitarie di elevata qualità.

Deve far sì  inoltre che la stesura del nuovo piano di zona, realizzato attraverso la massima partecipazione dei cittadini organizzati e non, diventi l’occasione di una programmazione reale, frutto di un’attenta lettura dei bisogni di salute del territorio.

L’impegno dell’ULSS 12 nella realizzazione del nuovo Ospedale di Mestre, e il successivo rodaggio per mettere a regime la nuova struttura costituiscono certamente una motivazione sufficiente nell’aver concesso, da parte del Comune, una sorta di delega ai gestori dell’ULSS. Ora comunque  è possibile e doverosa una valutazione d’insieme sul complesso dei servizi sanitari per la popolazione.

Infatti la realizzazione del nuovo Ospedale dell’Angelo, da troppo tempo atteso, non solo non ha risolto i cronici problemi della sanità veneziana (tempi d’attesa infiniti, attese lunghissime al pronto Soccorso, ecc.) ma, anzi anche a causa delle disfunzioni strutturali ed organizzative più volte denunciate, sembra aver fallito la sua missione di “attrattore”, ingenerando “fughe” verso altre strutture limitrofe. La situazione attuale dell’ ULSS 12 si caratterizza per il mancato decollo dell’ospedale all’Angelo con conseguente grave disservizio a Mestre, il depauperamento operato sulle attività dell’ospedale civile di Venezia, il cronico sottodimensionamento dei servizi di medicina distrettuale del territorio. Così come evidenziato dal consiglio Comunale in un documento votato nel marzo 2008.

Al fine di garantire le attività di prevenzione, diagnosi, cura primaria, accompagnamento post ospedaliero, va sviluppata la medicina territoriale, realizzando, consolidando, potenziando i Distretti,  luoghi della vera integrazione socio-sanitaria. Oggi essi, nonostante l’impegno degli operatori sanitari, sono del tutto inadatti a svolgere tali funzioni per carenza di spazi e strutture, per scarsità di risorse economiche ad essi destinati, per cronica insufficienza di personale infermieristico e paramedico.

Vanno quindi riordinate le strutture ospedaliere a partire dal principio base secondo cui il funzionamento a regime dell’ospedale all’ Angelo non può essere ottenuto penalizzando l’ospedale civile di Venezia.

 

5. Costruire la città di domani

Mestre con Venezia devono diventare il cuore pulsante della città metropolitana che viviamo quotidianamente. Pensare in grande progettando la città  del futuro che ha come orizzonte temporale il 2020. Un punto centrale di questo disegno devono essere i residenti, senza i quali ogni progetto di città è destinato a rimanere incompiuto. La casa non può essere solo una merce, ma è un diritto. Ci deve essere un'offerta articolata, che va oltre l'edilizia residenziale pubblica, che spazia dalla locazione, alla possibilità di riscatto, alla tradizionale edilizia convenzionata: formule diverse capaci di soddisfare le nuove e articolate domande sociali.

Le nuove abitazioni devo essere integrate socialmente, in grado di interpretare la nuova qualità dell'abitare: belle, ambientalmente efficienti attraverso l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, a limitato rischio idraulico.
Non c'è  altra città del Nordest che sta affrontando una rivoluzione infrastrutturale positiva di queste proporzioni. Bus, Tram, Sfmr cambieranno il modo di muoversi in città consentendo agli abitanti di spostarsi in modo rapido e sicuro. Dovrà essere una politica dei trasporti realmente integrata. Uno dei capisaldi della città ecologica è un trasporto pubblico puntuale ed efficiente accompagnato da una rete di piste ciclabili collegate tra loro.

La vivibilità  della città d'acqua dipende anche dalla sua accessibilità: diversificare gli accessi alla città storica rispetto gli attuali diviene decisivo. L'entrata in funzione del People Mover e l'arrivo del Tram, che dovrà proseguire fino a Santa Marta/San Basilio, consentiranno la riqualificazione di Piazzale Roma.
Non può  esserci città che non valorizzi il proprio capitale ambientale. Da una parte tutela del patrimonio (la gronda e la laguna), dall'altro lo sviluppo di quelle infrastrutture che come i boschi, la cintura dei parchi, i forti, rappresentano i punti di connessione della città: il verde e l'acqua elementi portanti della struttura urbana.

Il waterfront rappresenta una grande risorsa per il nostro territorio. Da un lato Marghera con zona industriale e porto, in mezzo il fronte urbano con il Parco di San Giuliano e Campalto, dall'altro l'aeroporto con l'alta velocità e il quadrante di Tessera, con il Polo del tempo libero costruito attorno a stadio e casinò, e la creazione di una area verde e bosco di un milione e 55 mila metri quadrati.

Alcuni temi trattati da Giorgio Orsoni nei suoi incontri con i cittadini:

 

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