ORSONI: “SUBITO IL PAT PER UNA CITTA’ IN CLASSE A”

Stasera al Candiani si è svolto il primo incontro fra candidati sindaco. Un incontro organizzato dal Centro Studi Storici di Mestre che ha visto la partecipazione di Giorgio Orsoni, candidato sindaco per il centrosinistra.
Quattro domande, quattro temi proposti da Roberto Stevanato, presidente del Centro Studi Storici. E quattro risposte di Orsoni:
Decentramento e razionalizzazione del Comune
“Dobbiamo preoccuparci della maggiore democrazia possibile per questa amministrazione. Ma c’è da chiedersi di quale democrazia abbiamo bisogno: democrazia rappresentativa o partecipativa? La prima è quella dei consigli, delle elezioni. Il consiglio comunale a Venezia, a Mestre o a Marghera non è rilevante. È importante che ci sia un luogo legittimato e democraticamente eletto, di dibattito dei grandi temi. La democrazia in questa città non si può fermare a questo livello, ma deve allargarsi alla democrazia partecipata: il cittadino partecipa quando l’amministrazione è trasparente e decentrata, quando i procedimenti che coinvolgono i cittadini sono partecipati. I cittadini devono poter andare ad uno sportello e avere una risposta subito, avere risposte rapide e certe.
È necessario snellire le municipalità, renderle meno farraginose avvicinando il cittadino e alle scelte amministrative. Creare un forte decentramento, accanto alle municipalità. Ovvero assessori delegati vicino ai cittadini. Un vicesindaco con deleghe, assessori con poteri particolari: è il principio della sussidiarietà orizzontale”.
Interventi urbanistici su Mestre, il Piano Regolatore Generale
“Rifare il piano urbanistico della città. La scelta del consiglio comunale di non approvare il Pat consegna all’amministrazione che arriva una grande responsabilità. Sarà la prima cosa da fare. Soprattutto in terraferma: il Pat apre immense opportunità. Si deve pensare ad una edificazione nuova dal punto di vista funzionale, estetico, certo, ma in classe A. Una città tutta ecosostenibile. Prendere dei quartieri, abbatterli e renderli più ecosostenibili. Le nuove edificazioni devono essere funzionalmente integrate alla città. È evidente che è necessario portare più abitanti a Venezia più che a Mestre. Riqualificare Venezia dal punto di vista abitativo è un’altra prima cosa. In questo senso Venezia si può incidere poco, ma si deve utilizzare il patrimonio esistente per dare alloggio ai ceti medi. Non per coloro che possono permettersi un’abitazione ai prezzi che conosciamo, non a coloro che sono già sostenuti dai servizi, ma ai ceti medi”.
Storia antica e testimonianze, La “Casa della città”
Cancellare le testimonianze della nostra storia è un crimine, è un delitto. Il sacco di Mestre è un esempio. La Mestre degli anni Cinquanta, prima del sacco, negli anni 50 era meravigliosa. Io sono un testimone di quel sacco. Tutto quel che si potrà fare si dovrà fare. Anche per difendere le testimonianze storiche di minore importanza perché tutte sono fondamentali. La “Casa della città” alla De Amicis mi sembra un’idea meravigliosa. Credo che il progetto dovrà essere concretizzato.
Scelte dell’amministrazione, quanto tempo per Mestre?
Noi non dobbiamo avere una visione provinciale delle cose. Questa è una città metropolitana e dobbiamo pensare di ridarle slancio facendola diventare il centro di tutto il Nord Est. Salvaguardando storia e tradizione di tutta questa città. Dobbiamo pensare però nel complesso della città. Cioè dare alla città una mobilità seria da grande metropoli che metta in collegamento tutte le realtà di questa metropoli. Il tram, capisco i disagi, ma fa fare un salto di qualità a questa realtà. Il tram sarà una grande risorsa e quelli non serviti chiederanno una tratta. L’organizzazione comunale: il sindaco deve gestire una organizzazione seria ed efficiente, che risponda alle esigenze dei cittadini. Poco importa se il sindaco sta qui o a Venezia. Certo non può stare a Roma.