
“Nel 1970 c'erano sei mila addetti, oggi sono 900. E nel giro di pochi mesi due terzi di questi rischia di andarsene presto. Una crisi profonda, quella del vetro. I prodotti cinesi invadono il mercato, anche qui. Questa non può diventare l’isola dei cinesi”.
Così Giorgio Orsoni, candidato sindaco di Venezia che stamane ha incontrato a Palazzo da Mula gli operatori e i cittadini di Murano.
“Bisogna avere la forza e l’entusiasmo per ribaltare la situazione – ha detto Orsoni - L’amministrazione accetta questa sfida e rilancia. Ci vuole una interlocuzione forte con il Comune. E il Comune dovrà costruire una nuova dialettica con l’Unione Europea. Quello che è stato fatto finora ed è buono sarà tenuto, ma c’è bisogno di fare ancora di più. Non si può continuare a scambiare il vetro di scarsa qualità fatto altrove con quello fatto a Murano. Tutela vuol dire tutela. Tutela dei nostri maestri, delle nostre maestranze che sono il patrimonio dell’arte vetraria mondiale. La missione di Murano, e per questo anche quella del Comune di Venezia - ha detto Orsoni - deve essere quella di difendere la produzione vetraria, cercando di far rivivere l’economia di questa isola. A complemento dell’attività principale può essere sviluppata quella turistica, in questo senso l’inserimento di Murano nel parco della Laguna è un tema da affrontare seriamente perché si è capito oramai che questo tipo di tutela non significa la paralisi, anzi: il valore e le caratteristiche dell’isola potrebbero essere sviluppate anche dal punto di vista economico. Una valutazione, questa, che faremo attentamente coinvolgendo l’isola”.